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Dalle documentazioni ufficiali si fa risalire la scoperta di queste isole al 1460, per opera dell'italiano Antonio di Noli e del portoghese Diego Gomes, tuttavia studi più approfonditi, attribuiscono ad altri navigatori italiani, Alvise da Cà da Mosto e Antoniotto Usodimare, il primo sbarco in queste terre, nel 1455. Spintisi al di la delle rotte conosciute fino a quel momento, i due mercanti restarono incantati dal fascino della vegetazione che, affiorando dalla sabbia sahariana, si specchiava in quelle acque cristalline.
Ma data la loro posizione strategica rispetto alle coste africane, le isole dell'arcipelago divennero importanti non tanto per la loro bellezza, quanto per il comodo scalo che offrivano alle navi che trasportavano gli schivi alla volta dell'Europa e dell'America.
Intanto i primi portoghesi avevano importato in quelle terre la coltivazione della vite, ottenendo un vino di ottima qualità, molto apprezzato dalla madrepatria che divenne una fonte primaria per l'economia.
Questo periodo di prosperità però era destinato a terminare con l'avvento delle prime siccità nel 1747: l'intensa attività di diboscamento ad opera dell'uomo e la vegetazione fortemente sfruttata dalle greggi, privarono il suolo delle sue fonti di umidità. Pochi furono gli aiuti dal governo portoghese e Capo Verde si trovò ad affrontare numerose perdite a causa della povertà in cui era caduta. La situazione non migliorò con gli anni e nel 1850 anche il commercio degli schiavi colpì pesantemente l'economia delle isole africane.
Per sfuggire alla fame i capoverdiani iniziarono a migrare verso la costa americana, paese con il quale avevano avuto contatti commerciali già dal 1810 con la caccia alle balene. Se da una parte l'avvento dei transatlantici ridiede vigore all'economia, dall'altra i portoghesi, ancora una volta non portarono il loro aiuto alle loro colonie. Al contrario, necessitando di manodopera per le piantagioni di cacao a São Tomè, continuarono a sfruttare gli abitanti del Capo Verde dal 1990 al 1961, impedendone così il miglioramento delle condizioni di vita.
Tuttavia a differenza delle altre colonie portoghesi, queste ottennero un trattamento di favore, in particolare per quello che riguarda l'istruzione scolastica: Capo Verde fu la prima colonia ad avere un istituto superiore.
Questo grado di alfabetizzazione, pur interessando una minoranza della popolazione, contribuì a mantenere accese le idee di indipendenza ed autonomia dal Portogallo, che già avevano interessato altri paesi del continente.
Solo dopo 14 anni di battaglie al fianco della Guinea Portoghese, nel 1975 l'arcipelago ottenne la sua indipendenza. Successivamente grazie agli aiuti della FMI numerose furono le iniziative per avviare la ripresa economica del paese soprattutto attraverso la costruzione di infrastrutture pubbliche.
Finalmente con le piogge del 1986 terminò anche il lungo periodo di siccità.
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